Il progetto si inserisce in un insieme di ricerche nate nel Salento dalla collaborazione tra il Laboratorio di Architettura diretto dall'architetto Toti Semerano e Italgest Ricerca, società che sviluppa progetti innovativi per il gruppo Italgest nel campo delle energie rinnovabili.
L'obiettivo di questa ricerca è quello di elaborare nuovi processi integrati che, partendo dal presupposto di una necessaria e proficua coesistenza tra architettura e innovazione tecnologica, portino all'elaborazione di soluzioni nuove e complesse che diano risposte soddisfacenti sia all'esigenza di miglioramento dell'efficienza degli edifici sia alla volontà di elevare la qualità delle ambizioni urbane.
Il progetto coniuga la semplicità delle soluzioni strutturali e impiantistiche, volte a contenere i costi e rendere il pacchetto accessibile sia dal punto di vista economico che tecnico, con l’esigenza di garantire un’elevata qualità architettonica e un design contemporaneo.
La ripetizione del modulo base in campate successive, infatti, consente, grazie all’inclinazione variabile della falda di copertura, di creare un nastro fluido e continuo, che può avvolgere edifici di varie forme e tipologie come una lastra leggera e curva. La curvatura di questo nastro può essere determinata sia in base a esigenze formali sia per ragioni tecniche, orientando la superficie con l’obiettivo di ottenere la massima esposizione possibile dei pannelli fotovoltaici che la ricoprono.
L'insieme è composto da tre elementi: una struttura frangisole autoportante in acciaio corten, espressione di una ricerca formale sulla possibilità di produrre variazione in architettura attraverso l'assemblaggio di elementi standard identici; un impianto di produzione di energia con moduli fotovoltaici che si integra con il primo, contribuendo alla sua definizione formale; una parete verde passiva, con sistema di recupero totale dell'acqua, che arricchisce la qualità dell'opera contribuendo al controllo del microclima. La struttura autoportante, che svolge sia la funzione di ombreggiamento sia quella di supporto per i pannelli fotovoltaici, è innanzitutto un grande elemento scultoreo che ridefinisce la forma dell'edificio e ne proietta gli spazi verso l'esterno, creando uno spazio pubblico. Allo stesso tempo, è un prototipo costruttivo in cui un elemento base sempre identico, studiato a partire da una forma stellare, viene assemblato secondo regole elementari producendo un disegno estremamente variabile in cui la ripetizione diventa illeggibile. Inoltre, la sua struttura a base triangolare fa sì che l'assemblaggio di moduli 'piani' possa avvenire in tre dimensioni, superando il dualismo tra struttura portante e rivestimento. La scelta del materiale costruttivo, il corten, è legata sia alla versatilità del materiale, che può essere saldato in opera, liberando la ricerca formale dai vincoli costruttivi, sia alla sua resistenza agli agenti atmosferici, che consente di ridurre al minimo la manutenzione.
L'inserimento dei moduli fotovoltaici su questa struttura obbedisce a due regole: favorire il miglior orientamento per la produzione di energia e regolare, con la distribuzione di pieni e vuoti, la circolazione dell'aria attraverso la struttura per generare moti convettivi sulla facciata dell'edificio che raffreddino la struttura e mantengano controllata la temperatura nella piazza antistante.
Infine, per la realizzazione della parete verde è stata attivata la collaborazione con il botanico francese Patrick Blanc. Insieme ai collaboratori tecnici dell'artista francese, affiancati da botanici locali, è stata condotta una ricerca sul campo su un campione di una parete verde realizzata a Lecce, monitorata per tre anni per verificarne empiricamente la totale compatibilità con il progetto.